Noce moscata, spezia dalla storia favolosa, al centro di avventure di pirati e naviganti. Tesoro conteso, nel XVII secolo a colpi di battaglia e spedizioni in mare da portoghesi, olandesi e inglesi.

Ed è anche per la sua lunga storia che, quando questo seme profumato, racchiuso nei frutti di una pianta tropicale chiamata Myristica Fragrans, sprigiona Il suo aroma affiorano suggestioni di mondi lontani. Atmosfere coloniali, ma anche climi nordici.

Come tutte le spezie, anche la noce moscata proprio per i suoi trascorsi e il suo percorso attraverso isole, mari e nazioni, dà sapore e connotazione culturale ai piatti. Parola di Lorenzo Dante Ferro, maestro profumiere e docente di analisi sensoriale al Master della cucina italiana. "Un tocco di questa spezia, insieme a altre come cannella o chiodi di garofano, in una torta di mele o nei biscotti, ne chiarisce subito la matrice mitteleuropea. La noce moscata si usa anche in una bevanda tipica anglosassone e statunitense come l'eggnog"

Usata dai popoli d'Oriente per conservare i cibi e per questo cos' preziosa anche in Occidente, ha una sua personalità spiccata, fuori dal coro. Per questo va dosata con parsimonia. Troppa rischia di dominare e coprire gli altri sapori. Un pizzico è ottima, ad esempio, nei ripieni dei ravioli di magro, perché ne attutisce la nota vegetale. Deliziosa anche con il burro ne smorza la nota butirrica. Ottima con i purè e non a caso con la zucca, vegetale di tradizione americana. E anche nella nostra gastronomia, è meravigliosa nei salumi più tipici.