Le sue ricette sono disegnate. Mappe visive da gustare prima di tutto con gli occhi.

"Inizia tutto da un'intuizione. Parto da un ingrediente e segno degli appunti visivi su come trattarne le diverse componenti. Su come valorizzarne le consistenze attraverso tecniche di lavorazione di cottura. E poi quali altri ingredienti accompagnare, per ottenere un piatto equilibrato, con tutte le consistenze necessarie, ad esempio la croccantezza", racconta Alessandro Gilmozzi, chef di [El Molin] (http://www.alessandrogilmozzi.it/ristorante-mulino-trentino-val-di-fiemme.php), a Cavalese.

Schizzi che prendono forma man mano. "Mi viene in mente ad esempio un pomodoro di montagna. Come posso valorizzarlo? La polpa può servirmi per fare un gelato. La graniglia per distillare un acqua profumata o per creare un gel. La buccia posso essiccarla e polverizzarla, per spargerla sul gelato e dare un aspetto rustico. La parte verde diventa un rametto candito. Poi abbino del cioccolato bianco in una piccola cialda e delle olive che, seccate, costituiscono la componente croccante"

Disegni che poi diventano punto di riferimento per il lavoro in cucina.

"Sì, li utilizzo come schede per guidare i ragazzi della brigata. Io costruisco il piatto e loro lo rifiniscono seguendo lo schema/disegno che ho elaborato":

Fonte d'ispirazione? "Il bosco, le erbe, la botanica, il territorio"

Nella gallery le due ricette disegnate di: "Kinder di foie gras al cioccolato bianco e polline di edera" "Maialino cotto a legna con zucca e cipollato"